Novembre 5, 2009
C’E’ FORSE QUALCOSA DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE DI CUI ANDARE ORGOGLIOSI? . . . .
Fu un disastro diplomatico, una carneficina che annientò una generazione.
Non fu una vittoria militare e non ci portò vantaggi sul tavolo della pace, tanto che da lì nacque il mito della “ VITTORIA MUTILATA”.
I quartieri generali usarono le trincee per condurre una guerra civile preventiva contro il comunismo nascente.
Dalle frustrazioni suscitate da quella immane tragedia si diffusero i veleni del FASCISMO e del RAZZISMO.
IL 4 NOVEMBRE non c’è nulla da FESTEGGIARE o ESALTARE, al contrario dovrebbe essere l’occasione per dire:
MAI PIU’ !!!
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Pubblicato da prcpieveemanuele
Ottobre 16, 2009
Roma 15 ottobre 2009
COMUNICAZIONE URGENTE
FERRERO – PRC: MECCANICI, ACCORDO SEPARATO FIRMATO DA SINDACATI “GIALLI” SCANDALOSO E INACCETTABILE. SIAMO CON LA FIOM.
L’accordo separato firmato oggi tra gli industriali di Federmeccanica e Fim Cisl e Uilm, ormai ridotti al rango di sindacati “gialli” come negli anni Cinquanta, pronti ad accettare ogni ricatto e ogni richiesta dei padroni, è scandaloso, inaccettabile.
Questa firma corrisponde, peraltro, al peggiore frutto avvelenato dell’accordo separato firmato lo scorso 22 gennaio da Confindustria, Cisl e Uil, senza la Cgil e con la complicità partecipe del governo Berlusconi e del ministro Sacconi.
In tempi di gravissima crisi economica e sociale come questa, di fronte a salari sempre più da fame e ai profitti incredibili che gli industriali continuano a fare, si vogliono peggiorare ancora di più – e per contratto! – le condizioni salariali e di vita dei lavoratori metalmeccanici italiani.
Invitiamo tutti i lavoratori metalmeccanici a opporsi con ogni mezzo a questo accordo e ad appoggiare la lotta della Fiom-Cgil, lotta sacrosanta e giustissima contro questo accordo separata. Come Rifondazione comunista, in questa lotta saremo in prima fila.
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Pubblicato da prcpieveemanuele
Luglio 7, 2009
Mercoledì 8 luglio 2009 Ore 18.00 – Largo Carrobbio (Via Torino/Corso di Porta Ticinese) A tre mesi dal terremoto che ha devastato l’Abruzzo, Berlusconi ha scelto proprio L’Aquila e la sua provincia come sede del prossimo G8. Oltre il danno la beffa: chi ha causato la crisi, oggi vuole farla pagare a chi ne subisce gli effetti più drammatici; chi ha favorito costruttori e speculatori, oggi intende sfruttare il terremoto per realizzare l’ennesima operazione di saccheggio del territorio, per negare diritti e reprimere chi si oppone. Il gran galà della ricostruzione, da pochi giorni divenuto legge, avrà la sua passerella d’avvio nel G8 de L’Aquila. Il tutto in uno scenario surreale: le case non ci sono, rovine e macerie ovunque, ma per il G8 si lavora giorno e notte! In questi mesi, però, i territori terremotati hanno mostrato anche virtuose forme di autorganizzazione. Da loro giunge l’appello e la richiesta a non lasciarli soli nelle loro rivendicazioni e nel conflitto che è destinato a diventare ancora più forte in autunno, complice il freddo e, soprattutto, l’onda lunga della crisi economica e finanziaria. Il G8 è l’occasione per dare voce e visibilità alle loro richieste: 100% ricostruzione, 100% trasparenza, 100% partecipazione. Convinti che la collaborazione tra le forme di resistenza sui territori sia fondamentale e facendo nostre le parole d’ordine che arrivano dall’Aquila, vorremmo che anche dalla metropoli milanese, che la speculazione territoriale la conosce fin troppo bene e ancora di più ne conoscerà negli anni che la separano dal “suo terremoto” chiamato Expo 2015, giungessero forme di solidarietà attiva e di mobilitazione. Forme che attraversino le iniziative che saranno messe in campo per arginare l’invasione del G8 ma che proseguano al fianco di quei progetti che si svilupperanno nei mesi della ricostruzione. Per questo Rifondazione Comunista ha aderito e sarà presente alla mobilitazione organizzata per domani, mercoledì 8 luglio, alle ore 18.00 in Largo Carrobbio a Milano, insieme alle tante realtà del movimento milanese per dire no alla privatizzazione e alla militarizzazione dei territori. Invitiamo tutte le compagne e i compagni a partecipare all’appuntamento di mercoledì 8 luglio, alle ore 18 in l.go Carrobbio A MILANO.
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Pubblicato da prcpieveemanuele
Giugno 20, 2009
1. Siamo tutti scontenti della vigente legge elettorale, unanimemente denominata “porcellum” con la quale si è votato nelle ultime due tornate elettorali (2006 e 2008).
2. Questa legge, attraverso le liste bloccate, ha espropriato gli elettori di ogni residua possibilità di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento, conferendo a una ristrettissima oligarchia di persone (i capi dei partiti politici) il potere di determinare al 100% la composizione delle Assemblee legislative. Di conseguenza tutti i “rappresentanti del popolo” sono stati nominati, da oligarchie di partito, svincolate da ogni controllo popolare.
3. Attraverso l’introduzione di soglie di sbarramento irragionevoli, il “porcellum” ha soffocato il pluralismo, espellendo le minoranze, non coalizzate dal Parlamento.
4. Il referendum proposto non corregge nessuno dei difetti del “porcellum” ma, al contrario, li aggrava, esaltandone le conseguenze negative.
5. Il referendum propone sostanzialmente due modifiche della vigente legge elettorale: a) attribuisce il premio di maggioranza alla lista, che abbia ottenuto anche un solo voto in più delle altre liste concorrenti, abrogando la possibilità che il premio venga attribuito ad una coalizione di partiti; b) determina il raddoppio delle soglie di sbarramento confermando per tutti la soglia del 4% alla Camera dei Deputati e dell’8% al Senato (che la legge attuale impone soltanto ai partiti non coalizzati).
6. Attribuire il premio di maggioranza ad una sola lista determina un incremento inusitato del premio stesso, sovvertendo la regola basilare di ogni democrazia che si poggia sul principio che le decisioni si prendono a maggioranza.
7. In questo modo si realizzerebbe una sorta di dittatura della minoranza, in quanto un solo partito, senza avere il consenso della maggioranza del popolo italiano, avrebbe nelle sue mani il controllo del Governo e la possibilità di eleggere – da solo – il Presidente della Repubblica e di modificare la Costituzione.
8. La chiamata degli elettori alle urne per il referendum nasconde un inganno: essa sfrutta l’insoddisfazione generale che tutti noi nutriamo verso questa legge elettorale (il porcellum) per spingerci ad un voto che, qualunque sia il risultato, non può avere altro effetto che quello di rafforzare il porcellum.
9. Per questo si tratta di un referendum beffa: ci chiama alle urne per ammazzare il porcellum, ma in realtà lo ingrassa e lo rende intoccabile, in quanto il Parlamento non potrebbe fare delle riforme elettorali perché vincolato dal voto popolare espresso con il referendum.
10. Per questo diciamo No al referendum elettorale, non andando a votare o rifiutando le schede del referendum, se chiamati alle urne per il ballottaggio.
L’associazione No al referendum elettorale
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Pubblicato da prcpieveemanuele